Tumori del Pene

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Tumori del Pene 2017-05-17T11:10:21+00:00

1. Cause

Il Tumore del Pene [Fig. 1] è una patologia rara con un’incidenza annuale europea di 1 su 100.000 soggetti. Il 75 % dei tumori interessa solo il glande e/o il prepuzio.

Questa patologia è caratterizzata da un’alta aggressività. Comunque, in questi ultimi anni c’è stato un notevole progresso, tanto che attualmente l’80% dei carcinomi del pene sono curabili con una riduzione della morbilità e un netto miglioramento della qualità di vita.

Fig. 1 – Esempi di Tumore del Pene

Esempio di tumore del pene

Fig. 1a

Esempio di tumore del pene

Fig. 1b

Esempio di tumore del pene

Fig. 1c

Esempio di tumore del pene

Fig. 1d

Esempio di tumore del pene

Fig. 1e

Fattori di rischio includono:

  • fimosi,
  • infiammazione cronica: balano-postite
  • lichen sclerosus: i pazienti con Lichen Sclerosus (LS) nell’8% dei casi sviluppano un tumore del pene [Fig. 2]: quindi in presenza di LS è importante fare delle biopsie e tenere sotto stretto controllo il paziente.
  • costumi sessuali promisqui
  • condilomi (aumentano il rischio da 3 a 5 volte)
  • fumo di sigaretta
  • infezione da HPV
Tumore del pene causato da lichen sclerosus

Fig. 2
Tumore in pene con Lichen Sclerosus

Nei Paesi con minor igiene e maggiore promiscuità l’incidenza può raggiungere i 10 casi per 100.000, come in alcune zone dell’Africa e del Sud America. In Europa, l’incidenza varia da 0.5 a 1.8 casi per 100.000 uomini all’anno, con evidenti differenze fra vari Paesi.

Altri fattori prognostici importanti sono le abitudini culturali, igieniche e religiose. Il cancro del pene è praticamente assente nelle comunità che praticano la circoncisione alla nascita (ebrei) e molto raro in chi pratica la circoncisione alla pubertà (musulmani).

Il DNA del papilloma virus umano (HPV) è stato identificato nel 70-100% dei casi con neoplasia intraepiteliale e nel 40-50% dei casi di carcinoma infiltrante.

Anche i pazienti portatori di condiloma acuminato hanno un rischio di cancerizzazione.

Dal 2006 negli Stati Uniti la Food & Drugs Administration ha messo in commercio il primo vaccino per la prevenzione del carcinoma cervicale e di altri HPV associati nella donna. Questo vaccino protegge dalle infezioni da HPV e la sua somministrazione è raccomandata già per le adolescenti di 11-12 anni. La vaccinazione viene raccomandata anche per i giovani maschi.

2. Sintomi

I sintomi che fanno sospettare un Tumore del pene sono la presenza sul Prepuzio e sul Glande di LESIONI caratterizzate da prurito, dolore, tendenza all’ulcerazione e sanguinamento, croste

3. Diagnosi

Una diagnosi e stadiazione corretta del tumore primitivo e delle metastasi ai linfonodi regionali consente di attuare un trattamento appropriato.

Esame Obiettivo dà informazioni su: dimensione della lesione del pene e delle superfici, localizzazione della lesione, numero di eventuali lesioni multiple, rapporti della lesione con altre strutture (sottomucosa, albuginea, uretra, corpo spongioso e corpo cavernoso).

Biopsia del pene conferma la malattia e dà informazioni sull’istologia e sulle caratteristiche di invasività del tumore.

RMN può essere di aiuto nell’identificare la profondità dell’infiltrazione del corpo spongioso e del corpo cavernoso in modo da consentire l’impiego della chirurgia conservativa quando è indicata.

4. Terapia

La terapia dei tumori del pene si distingue in

A- NUOVA Chirurgia
B- VECCHIA Chirurgia
C- Terapie Conservative

A- NUOVA Chirurgia:

è rappresentata dalle moderne TECNICHE CHIRURGICHE “Penis-Sparing” che tendono cioè a conservare quanto più possibile l’aspetto estetico e funzionale del pene pur asportando il tumore.

Il rifiuto dei pazienti a sottoporsi ad una penectomia mutilante ha spinto infatti verso la ricerca di nuove tecniche che consentono di mantenere una accettabile qualità della vita senza compromettere la sopravvivenza. Queste nuove tecniche ricostruttive riducono la morbidità funzionale e psicologica nei pazienti che devono essere sottoposti alla chirurgia peniena oncologica.

Presso il nostro Centro vengono utilizzate 3 differenti tecniche chirurgiche che eradicano il tumore ma allo stesso tempo preservano il pene:

1 – Decorticazione e Resurfacing del glande [Fig. 3]

Nella tecnica chirurgica di decorticazione-resurfacing del glande, l’epitelio è rimosso completamente, riducendo così il rischio di recidiva della lesione originaria e di progressione da foci misconosciuti.

Il Lichen Sclerosus del pene può evolvere in un esteso processo cicatriziale in cui la fimosi e la condizione infiammatoria cronica possono rappresentare i fattori promuoventi la trasformazione maligna: in questi casi il Lichen Sclerosus è spesso associato a displasie gravi e, quindi, andrebbe considerato a tutti gli effetti come una lesione pre-cancerosa. In questi pazienti l’escissione (decorticazione) dell’epitelio glandulare displasico riduce il rischio di evoluzione maligna. Inotre, la toilette chirurgica del glande cicatriziale ed il suo resurfacing, riconsegnano un pene sessualmente funzionale a pazienti che, a causa del tipico coinvolgimento sclerotico da Lichen Sclerosus, riferiscono un’impossibilità nei rapporti sessuali da molto tempo.

Fig. 3 – Decorticazione e Resurfacing (ricostruzione) del glande

Decorticazione e resurfacing del glande

Fig. 3a

Decorticazione e resurfacing del glande

Fig. 3b

2 – Glansectomia e Ricostruzione neo-glande [Fig. 4]

Dopo glansectomia/penectomia parziale e ricostruzione del neoglande, la sensibilità risulta ridotta, ma l’aspetto estetico del neoglande rende il pene simile alla forma originaria, consentendo una ripresa dell’attività sessuale ed un impatto psicologico positivo su pazienti riluttanti ad accettare la mutilante chirurgia tradizionale.

Nel tumori infiltranti i corpi cavernosi, le tecniche tradizionali suggeriscono un margine chirurgico di resezione distante 2 cm dalla lesione, ma le teorie più recenti ritengono sufficiente una distanza di 1 cm. La maggiore preservazione dei corpi cavernosi facilita la ricostruzione del neoglande e migliora la qualità della vita: il paziente manterrà la minzione in piedi, la funzione sessuale, la sensazione orgasmica e l’apparenza estetica.

Poichè l’80% delle patologie peniene maligne sono distali o interessano solo superficialmente l’epitelio glandare, si deduce che la maggior parte dei tumori penieni sono trattabili tramite le tecniche penis-sparing.

E’ importante sottolineare che nei tumori superficiali associati ad un esteso substrato precanceroso da Lichen Sclerosus, il laser o altri trattamenti conservativi non rimuovono totalmente le lesioni, facilitando così la recidiva del tumore a partire dall’epitelio instabile confinante con il tumore primitivo. Inoltre, il laser ed le altre convenzionali terapie topiche spesso non consentono il mantenimento di una normale attività sessuale e di un soddisfacente aspetto estetico.

Fig. 4 – Glansectomia e Ricostruzione neo-glande

Glansectomia e ricostruzione del neoglande

Fig. 4

3 – Penectomia parziale e Ricostruzione neo-glande [Fig. 5]

Il resurfacing o la ricostruzione del neoglande rappresentano terapie efficaci nel trattamento delle lesioni peniene pre-maligne e maligne: l’obbiettivo è il mantenimento di un pene funzionante ai fini della minzione e dell’attività sessuale, senza compromettere il controllo della malattia. La preservazione della funzione sessuale, di un accettabile aspetto estetico e della sensitività garantisce una soddisfacente qualità di vita: questo incoraggerà più urologi ad adottare un atteggiamento più conservativo ed estetico nel trattamento chirurgico delle lesioni peniene.

Penectomia parziale e ricostruzione del neoglande

Fig. 5

I risultati estetici della nuova chirurgia sono soprendenti

Fig. 6 – Risultati Estetici dopo chirurgia per tumore del pene.

Risultati estetici della nuova chirurgia

Fig. 6a

Risultati estetici della nuova chirurgia

Fig. 6b

Risultati estetici della nuova chirurgia

Fig. 6c

Risultati estetici della nuova chirurgia

Fig. 6d

Risultati estetici della nuova chirurgia

Fig. 6e

Risultati estetici della nuova chirurgia

Fig. 6f

B- VECCHIA Chirurgia

è rappresentata dalla tradizionale chirurgia di amputazione parziale o totale del pene SENZA la ricostruzione estetica e funzionale del pene. L’esito è un moncone penieno non estetico ed invalidante [Fig. 7].

Fig. 7 – Esempi di VECCHIA Chirurgia di Tumore del Pene senza ricostruzione estetica-funzionale del pene

Esempio di vecchia chirurgia mutilante

Fig. 7a

Esempio di vecchia chirurgia mutilante

Fig. 7b

C- TECNICHE CONSERVATIVE

Le terapie conservative tendono a ridurre la morbidità funzionale e psicologica nei pazienti che devono essere sottoposti alla chirurgia peniena oncologica. Va sottolineato però che queste terapie alternative non sono radicali (al contrario delle tecniche chirurgiche) e mettono a rischio il controllo del tumore.

Le terapie conservative sono rappresentate da: laser, pomate chemioterapiche locali, radioterapia, microchirurgia di Mosh.

Le terapie conservative hanno lo scopo di rimuovere il tessuto malato, ma la recidiva potrebbe originarsi dai foci pre-maligni non riconosciuti che si trovano nell’epitelio instabile che residua dopo la procedura parziale. Spesso infatti, dopo le terapie conservative le lesioni precancerose recidivano e tendono alla trasformazione maligna nel 5-33% dei casi.

5. Assistenza Post-operatoria (Notizie utili per i pazienti)

Negli interventi di chirurgia uretrale-genitale:

  • Tempo Degenza ospedaliera: 4 giorni circa
  • Catetere: 4 giorni circa .
  • Oggi si usano cateteri morbidi (in silicone) che drenano le urine dalla vescica all’esterno.
  • Il catetere è collegato ad un sacchetto raccoglitore delle urine e viene mantenuto in sede con un palloncino gonfiato in vescica.
  • Effettuare un disinfettante urinario (antibiotico) per tutto il periodo in cui viene mantenuto il catetere.
  • E’ importante controllare che il catetere dreni continuamente l’urina controllando che rimanga in posizione corretta e non sia piegato, ed eventualmente controllando la sua pervietà con un lavaggio di soluzione fisiologica per rimuovere i coaguli al suo interno.
  • Dolore postoperatorio: il periodo post-operatorio non è particolarmente doloroso.
  • Medicazioni: non sono necessarie medicazioni particolari; solitamente medicazioni con Betadine e graze grasse. Il Ghiaccio per 3-5 giorni sulla ferita riduce il rischio di complicanze ed è utile in caso di piccoli sanguinamenti.
  • Punti di sutura: sono riassorbibili ed è necessario 1 mese o più per la loro scomparsa.
  • Infezioni: sono rare. I segni di un’infezione della ferita sono arrossamento cutaneo, pus e febbre: in questo caso è consigliabile rivolgersi al medico.
  • Attività sessuale: bisogna astenersi dall’attività sessuale per circa 45 dopo la chirurgia.