//Uretroplastica posteriore tramite approccio perineale progressivo e impiego del cistoscopio flessibile per via transcistostomica
Uretroplastica posteriore tramite approccio perineale progressivo e impiego del cistoscopio flessibile per via transcistostomica2017-04-05T18:51:41+00:00

Uretroplastica posteriore tramite approccio perineale progressivo e impiego del cistoscopio flessibile per via transcistostomica

 

Autori:
Enzo Palminteri, Elisa Berdondini, et Al.

Pubblicazione:
Annual SIU Congress 2009, Annual AURO Congress 2009

Centro:
Centro di Chirurgia Uretrale e Genitale, Arezzo.

 

Scopo del lavoro
Descriviamo la nostra esperienza nell’uretroplastica posteriore tramite approccio perineale progressivo combinato all’impiego del cistoscopio flessibile per via transcistostomica.

Materiali e Metodi
Abbiamo valutato i dati di 46 pazienti sottoposti a riparazione anastomotica per stenosi uretrale posteriore dopo trauma pelvico tra il 2000 ed il 2007. L’età media dei pazienti al momento della chirurgia era 43 anni. La lunghezza media delle stenosi era 2,3 cm. La riparazione è stata  effettuata con una procedura anastomotica perineale progressiva ed impiegando il cistoscopio flessibile per via transcistostomica.
Accesso perineale: l’uretra bulbare è stata staccata dai corpi cavernosi; la sezione delle aderenze cicatriziali e del tendine centrale del perineo hanno consentito la mobilizzazione dell’uretra bulbo-membranosa. Il divaricamento mediano dei corpi cavernosi ha facilitato la visualizzazione dell’apice prostatico e ridotto la tensione della successiva anastomosi. L’uretra membranosa è stata sezionata prossimalmente.
Per via transcistostomica il cistoscopio flessibile è stato introdotto nell’uretra prostatica; seguendo la luce del cistoscopio dalla parte dell’accesso perineale la cicatrice sull’apice prostatico è stata incisa fino a ritrovare il lume uretrale prostatico. Dopo la resezione del tessuto cicatriziale e lo spatolamento dei due monconi uretrali abbiamo effettuato l’anastomosi bulbo-prostatica. Un Gel emostatico ha ricoperto l’anastomosi. Il catetere uretrale è stato rimosso dopo un mese.

Risultati
Con un follow up medio di 32 mesi, su 46 casi abbiamo riportato 40 (87%) successi e 6 (13%) fallimenti con recidiva della stenosi. In nessun caso è stato necessario ricorrere alla pubectomia parziale o totale. Non si sono verificate emorragie intra o post-operatorie che hanno richiesto trasfusioni di sangue. Non si sono verificate lesioni rettali  Nessun paziente ha riferito incontinenza urinaria postoperatoria.

Discussione
Le manovre chirurgiche progressive per via perineale consentono una buona visualizzazione dell’area sede della lesione uretrale e la riduzione della tensione tra i monconi uretrali al momento del confezionamento dell’anastomosi. Il cistoscopio flessibile per via transcistostomica consente il ritrovamento del lume uretrale prossimale alla stenosi rispettando l’integrità del collo vescicale.

Messaggio conclusivo
L’applicazione delle manovre chirurgiche adeguate ha determinato un miglioramento dei risultati ed una riduzione delle complicanze dell’uretroplastica posteriore.

torna a attività scientifica 2009