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Uretroplastica posteriore: concetti anatomo-chirurgici2017-04-07T18:36:30+00:00

Uretroplastica posteriore: concetti anatomo-chirurgici.

 

Uretroplastica posteriore

Autori:
Enzo Palminteri

Centro:
Centro di Chirurgia Uretrale e Genitale, Arezzo.

 

Introduzione
Descriviamo i concetti anatomo-chirurgici della riparazione dell’uretra posteriore per via perineale combinata all’impiego del cistoscopio flessibile per via transcistostomica.

Metodi
Paziente di 23 aa con stenosi dell’uretra posteriore dopo trauma pelvico.
Il video mostra i passaggi dell’uretroplastica ed i principi anatomo-chirurgici sviluppati.

Accesso perineale all’uretra bulbo-membranosa: l’uretra bulbare è staccata dai corpi cavernosi; il tratto bulbo-membranoso è liberato dalle cicatrici post-traumatiche; la sezione delle aderenze cicatriziali e del residuo centro tendineo del perineo consente la mobilizzazione dell’uretra bulbare prossimale alle h 6 ed un migliore isolamento dell’uretra membranosa.

Divaricamento mediano dei due corpi cavernosi: per facilitare l’accesso all’apice prostatico e ridurre la tensione della successiva anastomosi. Sezione a tutto spessore dell’uretra membranosa.

Per via transcistostomica il Cistoscopio Flessibile: viene introdotto attraverso il collo vescicale nell’uretra prostatica; seguendo la luce del cistoscopio si incide la cicatrice dalla parte dell’accesso perineale fino a ritrovare il lume uretrale prostatico.

Confezionamento dell’anastomosi bulbo-prostatica: dopo resezione del tessuto cicatriziale e spatolamento dei due monconi uretrali. Gel emostatico a copertura dell’anastomosi.

Risultati
Rimozione del catetere dopo 1 mese. La stenosi è stata riparata e la continenza urinaria è mantenuta dal collo vescicale normo-funzionante.

Discussione
Durante l’uretroplastica posteriore la sezione del centro tendineo e ed il divaricamento mediano dei corpi cavernosi facilitano l’accesso al tratto uretra membranosa-apice prostatico. L’impiego del cistoscopio flessibile per via transcistostomica consente il ritrovamento del lume uretrale prossimale alla stenosi rispettando l’integrità del collo vescicale e riducendo l’aggressività rispetto alla manovra alla cieca con beniquè o al tradizionale accesso addominale a cielo aperto.

Conclusioni
L’approfondimento dei concetti anatomo-chirurgici e l’impiego di uno strumentario adeguato ha determinato il miglioramento delle tecniche di uretroplastica posteriore.

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