La gestione delle recidive stenotiche e delle complicanze successive al posizionamento di stent a permanenza per il trattamento delle stenosi uretrali anteriori.
Annual SIU Congress 2009, Annual AURO Congress
2009
E. Palminteri, E. Berdondini, S. Balò, R. Ballario*, G. Carluccio*,
M. Poluzzi*.
Centro di Chirurgia
Uretrale-Genitale, Arezzo.
Scopo del lavoro
Descriviamo la nostra esperienzanei pazienti che hanno sviluppato
restenosi e complicanze successive al posizionamento di stent uretrale
permanente per il trattamento di stenosi uretrali anteriori.
Materiali e Metodi
Abbiamo analizzato
retrospettivamente i dati di 13 uomini con stenosi uretrale anteriore che hanno
sviluppato restenosi e complicanze dopo l’inserzione di stent uretrale. Abbiamo
valutato l’età dei pazienti, l’eziologia della stenosi primaria, la posizione
dello stent, le procedure uretrali prima e dopo l’inserzione dello stent, la
sede della restenosi, le complicanze relative allo stent, la gestione dei
fallimenti degli stent ed i risultati.
Risultati
Su 13 pazienti, 9 sono stati
sottoposti a difficile rimozione chirurgica dello stent e uretroplastica
stadiata. Dopo il 1° tempo, 3 pazienti stanno aspettando di effettuare le
successive tappe chirurgiche, 5 hanno scelto l’uretrostomia come derivazione permanente
e 1 paziente ha completato la ricostruzione stadiata tramite tubularizzazione
del piatto uretrale con un innesto di mucosa buccale al momento del 2° tempo
chirurgico. Dei 9 pazienti operati, 7 sono stati resi liberi dalla stenosi
senza la necessità di ricorrere ad ulteriori procedure addizionali, 2 hanno
sviluppato una restenosi. Il follow up medio di questo gruppo di pazienti è
40.3 mesi (range 12-105).
Su 13 pazienti, 4 non sono stati
sottoposti ad intervento chirurgico e lo stent è rimasto in situ. Due su 4
pazienti hanno richiesto una cistostomia sovrapubica permanente.
In totale la nostra percentuale
di successo nella gestione delle restenosi e/o complicanze dopo inserzione di
stent è stata53.8 % (7 su 13 casi).
Discussione
I risultati degli stent impiegati
nel trattamento delle stenosi uretrali anteriori hanno dimostrato un
progressivo deterioramento nel tempo. La gestione delle recidive stenotiche e
delle complicanze relative alla presenza della protesi nell’uretra rappresenta
una difficile sfida terapeutica.
Conclusioni
Il posizionamento dello stent
rischia di trasformare una stenosi uretrale semplice in una stenosi complessa
che, nella nostra esperienza, ha richiesto una uretroplastica stadiata o una
uretrostomia definitiva o una derivazione sovrapubica permanente.