URETROPLASTICA POSTERIORE TRAMITE APPROCCIO PERINEALE PROGRESSIVO E IMPIEGO DEL CISTOSCOPIO FLESSIBILE PER VIA TRANSCISTOSTOMICA.
Annual SIU Congress 2009, Annual AURO Congress
2009
E. Palminteri, E. Berdondini, M. Poluzzi*, M. Pastorello*,D. Vecchio*, A. Molon*.
Centro di Chirurgia
Uretrale-Genitale, Arezzo.
Scopo del lavoro
Descriviamo la nostra esperienza nell’uretroplastica
posteriore tramite approccio perineale progressivo combinato all’impiego del
cistoscopio flessibile per via transcistostomica.
Materiali e Metodi
Abbiamo valutato i dati di 46
pazienti sottoposti a riparazione anastomotica per stenosi uretrale posteriore
dopo trauma pelvico tra il 2000 ed il 2007. L’età media dei pazienti al momento
della chirurgia era 43 anni. La lunghezza media delle stenosi era 2,3 cm. La
riparazione è stataeffettuata con una
procedura anastomotica perineale progressiva ed impiegando il cistoscopio
flessibile per via transcistostomica.
Accesso perineale:
l’uretra bulbare è stata staccata dai corpi cavernosi; la sezione delle
aderenze cicatriziali e del tendine centrale del perineo hanno consentito la
mobilizzazione dell’uretra bulbo-membranosa. Il divaricamento mediano dei corpi
cavernosi ha facilitato la visualizzazione dell’apice prostatico e ridotto la
tensione della successiva anastomosi. L’uretra membranosa è stata sezionata
prossimalmente.
Per via transcistostomica il
cistoscopio flessibile è stato introdotto nell’uretra prostatica; seguendo
la luce del cistoscopio dalla parte dell’accesso perineale la cicatrice
sull’apice prostatico è stata incisa fino a ritrovare il lume uretrale
prostatico. Dopo la resezione del tessuto cicatriziale e lo spatolamento dei
due monconi uretrali abbiamo effettuato l’anastomosi bulbo-prostatica. Un Gel emostatico
ha ricoperto l’anastomosi. Il catetere uretrale è stato rimosso dopo un mese.
Risultati
Con un follow up medio di 32
mesi, su 46 casi abbiamo riportato 40 (87%) successi e 6 (13%) fallimenti con
recidiva della stenosi. In nessun caso è stato necessario ricorrere alla
pubectomia parziale o totale. Non si sono verificate emorragie intra o post-operatorie
che hanno richiesto trasfusioni di sangue. Non si sono verificate lesioni
rettaliNessun paziente ha riferito
incontinenza urinaria postoperatoria.
Discussione
Le manovre chirurgiche
progressive per via perineale consentono una buona visualizzazione dell’area
sede della lesione uretrale e la riduzione della tensione tra i monconi
uretrali al momento del confezionamento dell’anastomosi. Il cistoscopio
flessibile per via transcistostomica consente il ritrovamento del lume uretrale
prossimale alla stenosi rispettando l’integrità del collo vescicale.
Messaggio conclusivo
L’applicazione delle manovre
chirurgiche adeguate ha determinato un miglioramento dei risultati ed una
riduzione delle complicanze dell’uretroplastica posteriore.