Uretroplastica Posteriore: concetti anatomo-chirurgici.
uretroplastica posteriore
Uretroplastica Posteriore: concetti anatomo-chirurgici - Centro Uretra Arezzo Dr. Enzo Palminteri
81° CONGRESSO NAZIONALE SIU (Società Italiana di Urologia) Introduzione Descriviamo i concetti anatomo-chirurgici
della riparazione dell’uretra posteriore per via perineale combinata
all’impiego del cistoscopio flessibile per via transcistostomica. Metodi Paziente di 23 aa con stenosi
dell’uretra posteriore dopo trauma pelvico. Il video mostra i passaggi dell’uretroplastica
ed i principi anatomo-chirurgici sviluppati. Accesso perineale all’uretra
bulbo-membranosa: l’uretra bulbare è staccata dai corpi cavernosi; il
tratto bulbo-membranoso è liberato dalle cicatrici post-traumatiche; la sezione
delle aderenze cicatriziali e del residuo centro tendineo del perineo consente
la mobilizzazione dell’uretra bulbare prossimale alle h 6 ed un migliore
isolamento dell’uretra membranosa. Divaricamento mediano dei due
corpi cavernosiper facilitare l’accesso all’apice prostatico e ridurre la
tensione della successiva anastomosi. Sezione a tutto spessore dell’uretra
membranosa. Per via transcistostomica il
Cistoscopio Flessibileviene introdotto attraverso il collo vescicale
nell’uretra prostatica; seguendo la luce del cistoscopio si incide la cicatrice
dalla parte dell’accesso perineale fino a ritrovare il lume uretrale
prostatico. Confezionamento
dell’anastomosi bulbo-prostaticadopo resezione del tessuto cicatriziale e
spatolamento dei due monconi uretrali. Gel emostatico a copertura
dell’anastomosi. Risultati Rimozione del catetere dopo 1
mese. La stenosi è stata riparata e la continenza urinaria è mantenuta dal
collo vescicale normo-funzionante. Discussione Durante l’uretroplastica
posteriore la sezione del centro tendineo e ed il divaricamento mediano dei
corpi cavernosi facilitano l’accesso al tratto uretra membranosa-apice
prostatico. L’impiego del cistoscopio flessibile per via transcistostomica
consente il ritrovamento del lume uretrale prossimale alla stenosi rispettando
l’integrità del collo vescicale e riducendo l’aggressività rispetto alla
manovra alla cieca con beniquè o al tradizionale accesso addominale a cielo
aperto. Conclusioni L’approfondimento dei concetti
anatomo-chirurgici e l’impiego di uno strumentario adeguato ha determinato il
miglioramento delle tecniche di uretroplastica posteriore.
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